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COS’E IL NATURISMO

“Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente” (Agde - Francia 1974)

Queste sono le dieci componenti del Naturismo:

1. NUDISMO SOCIALE
Nudità integrale in promiscuità di sesso e di razze. Essa ha due importanti funzioni: sanitaria e sociologica. La prima deriva dal fatto che la nudità è la condizione più igienica in cui una persona possa stare; la seconda in quanto la nudità funge da funzione educativa per i bambini e i giovani e da impulso alla relazioni di pace e di fratellanza con il prossimo.

2. ECOLOGIA/AMBIENTALISMO
Assenza o riduzione al minimo dell'impronta ecologica (impatto sulla natura) di ogni singolo individuo/attività umana; uso di energie pulite; in una parola rispetto delle risorse naturali e fruizione di esse nel rispetto della naturale capacità rigenerativa delle stesse.

3. PACIFISMO/NON VIOLENZA
Scelta di metodi alternativi al conflitto come diplomazia, consultazioni, democrazia partecipata, fermo restando il diritto alla legittima difesa in quanto comportamento assolutamente sano e naturale.

4. BENESSERE PSICOFISICO
La prima visione olistica della persona in occidente risale alla filosofia naturista, che cura, previene e mantiene sani attraverso trattamenti naturali, pratiche salutistiche, sport e attività fisica e vita in natura.

5. MEDICINA NATURALE/SALUTISMO/ALIMENTAZIONE
Prodotti erboristici naturali, medicina naturale, cibi naturali e biologici per la cura della propria salute, utilizzando anche e soprattutto il cibo e le erbe come medicina preventiva, unite alle condizioni di vita e alla sanità dell'ambiente in cui si vive, evitando fumo, droghe ed eccesso di alcool.

6. DECRESCITA/ANTICONSUMISMO
Sviluppo economico e sociale attraverso la decrescita dei consumi impattanti, inquinanti e dannosi, investendo sul risparmio energetico, sulla qualità a scapito della quantità, sul riuso di beni già esistenti, sull'auto-produzione di cibo/beni, sul baratto/scambio, sul risparmio, sulla collaborazione, ecc. ecc.

7. ECONOMIA NOGLOBAL
Spostare il mercato verso progetti etici e nel senso opposto alla concentrazione di capitali. Destinare il proprio denaro solo all'acquisto, per via diretta e senza intermediari, di beni realizzati da comunità/aziende che hanno al loro interno un progetto alternativo di sostegno e promozione di attività che siano etiche, ecologiche ed olistiche. Parcellizzare capitali e aziende in piccole dimensioni distribuiti/e fra tutti.

8. RISPETTO DELLA NATURA/BIORITMI/STAGIONI
Fluire con la natura nella consapevolezza di esserne parte integrante, ma sapendo di non poterla mutare arbitrariamente, senza gravi conseguenze per se stessi, gli altri e per la natura stessa. Non intervento sugli eventi naturali come morte, nascita, clima, stagioni, e sugli elementi: terra, acqua, aria. Rispetto dei ritmi delle stagioni, da applicare anche al proprio lavoro e alla propria vita.

9. CRESCITA INTERIORE, SPIRITUALE E SESSUALITA'
Al di la di ogni settarismo religioso (cattolici, ebrei, mussulmani, ecc.) la vera cultura della spiritualità dell'uomo; quella interiore, che scaturisce dalle energie umane, dall'evoluzione dell'uomo, dall'intelligenza della natura umana e dall'osservazione di quella non umana. Una visione della sessualità come espressione sacra dell'energia umana, della forza naturale di procreazione e conservazione della specie, come potere di guarigione e di mantenimento dello stato di salute; la sessualità è tra quelle pratiche umane che fanno parte della crescita interiore e nel naturismo si vive quindi una sessualità libera, aperta, serena, naturale.

10. L'UNITA' DI TUTTE QUESTE COSE
La cosa più importante: il Naturismo è l'unità di tutte queste cose. Perché occuparsi di una sola cosa (o anche solo di alcune) significa "dimenticarsi" di tutte le altre, si chiama "specializzazione", cioè separazione, cioè frammentazione, cioè, infine, mancanza di integrità, di salute e di felicità. Cosi sono le persone quando non sono naturiste; numeri da sfruttare, sottomettere, far ammalare, prevaricare, a solo vantaggio di pochi e a discapito dei molti, che non più integri, subiscono (e a volte nemmeno comprendono perché la vita e il mondo vanno cosi). L'unità delle componenti del naturismo, che sono cosi tante, ha il sapore della vera consapevolezza.

 

APPROFONDIMENTI SUL NATURISMO CHIARIMENTI, ERRORI ed OMISSIONI sul NATURISMO.

Facciamo luce una volta per tutte sugli errori storici commessi da persone che, come tutti avevamo limiti ed ignoranza profonda, spesso corroborata dal lavoro di gruppo, che quasi sempre moltiplica l’ignoranza, e rare volte migliora i risultati.

NATURISMO o NATURALESIMO? L’etimologia della parola (Natura + suffisso ismo che deriva da estremismo) non è di certo il vocabolo più adatto per descrivere la FKK – Frei Korpe Kulture, nata in Germania alla fine dell’800 e poi sbarcata in Inghilterra e Francia, e successivamente nel resto d’Europa e del Mondo; la filosofia in questione, quella che noi identifichiamo con il termini naturismo, infatti, non è affatto un comportamento radicale o estremista. Anzi è piuttosto un comportamento molto equilibrato, pertanto quando si è tradotto il significato di FKK, dal tedesco all’inglese (e poi al francese, all’italiano, ecc.) era necessario tradurre letteralmente, definendo tale filosofia come “Cultura del Corpo Libero”; nessuna definizione sintetica calza meglio di questa. La sindrome isterica della sintesi sempre necessaria in un mondo che deve semplificare e velocizzare ogni cosa ha prodotto la stortura “Naturista” (= estremista della natura) e “Naturismo” (= espressione radicale ed estremista della vita naturale). Se a cavalcare il naturismo ci fossero state persone scevre da ignoranza e pur volendo sintetizzare la troppo lunga locuzione “Cultura del corpo libero” si sarebbe dovuto più correttamente tradurla in un neologismo come “Naturalesimo” e le persone praticanti andavano definite come “Naturali”. Secondo l’esatto significato del termine naturismo, i naturisti sarebbero in pratica degli estremisti radicali che vivono nudi nelle grotte o nel bosco in ripari di fortuna nonostante il benessere – quello vero e profondo, che pure esiste - acquisito dall’umanità; e anche quando la temperatura è molto rigida mantengono la loro nudità, in una “prestazione” appunto “estrema”; nutrendosi di radici ed erbe, magari raccolte scavando sotto la neve passano la loro vita rifiutando, in quanto radicali estremisti, tutto ciò che non è direttamente (senza mediazioni di sorta) connesso con la natura. Ora appare chiara l’imbecillità di identificare i naturisti con un termine che ha un significato intrinseco cosi tanto lontano dalla realtà. E’ altresì chiaro che i “naturisti” quindi non sono affatto estremisti, ma sono (o protendono) verso l’equilibrio, che per quanto riguarda la nudità è semplicemente vestirsi molto quando fa molto freddo, meno quando la temperatura è tiepida e stare nudi quando fa caldo. Niente di più equilibrato, direi.

TESSILI o TESSILISTI? Il secondo errore dettato da ignoranza profonda ed avallato da chiunque è la definizione di Tessili, per indicare quelli che non stanno mai nudi, neanche quando ci sono 30 gradi all’ombra, neanche quando fanno il bagno in mare o in piscina, neanche in sauna, ecc. ecc. Ora è chiaro che questi si che sono estremisti, radicali, fondamentalisti e si producono in “prestazioni estreme” per vedere se prima o poi perdono i sensi dal caldo, svenendo o procurandosi malattie di vario genere; Pertanto dobbiamo chiarire una volta per tutte che per tessile possiamo indicare una persona che fa uso degli abiti quando necessari: quindi sono i naturisti ad essere tessili! Usano gli abiti secondo la loro corretta funzione. Mentre tutti gli altri sono chiaramente tessilisti, cioè usano gli abiti perché sono degli estremisti dell’uso degli abiti: li indossano comunque anche quando non necessari!

ANCORA QUALCHE CONCETTO. Armonia ed equilibrio secondo natura, dunque. Perciò questo equilibrio e questa armonia sono da considerarsi integrati all'ambiente naturale. Ne conseguono quindi modalità e scelte di vita che rispettano la natura. Sia essa quella umana, quella animale o vegetale. Si tratta in pratica di fluire con la natura piuttosto che tentare di cambiarla o stravolgerla. Per questo motivo del naturismo fanno parte tutta una serie di comportamenti e di scelte che ritroviamo in forma "specializzata" in altri movimenti (nati dopo il naturismo) o filosofie di vita (nate prima del naturismo). E' inoltre un modo di vivere svincolato dai pregiudizi, dalle castrazioni, dai tabù e dai comportamenti "contro natura" sviluppati e consolidati nelle culture occidentali nel corso degli ultimi 2.000 anni. Un modo di socializzare diverso e più legato alle nostre radici naturali; un modo per sentirsi liberi e quindi un modo di rispettare gli altri; un modo d'essere e di vivere veramente speciale; la chiave per rientrare nella corretta percezione di quella che è la nostra natura, attraverso un contatto non filtrato con gli elementi naturali. Il naturismo è un modo di vivere e di pensare l'ambiente nel rispetto delle leggi fondamentali della natura, intesa in tutti i suoi aspetti e nel rigetto d'ogni forma di prevaricazione. E' basata sulla cultura della salute psico-fisica e sociale dell'uomo. Lo stesso nudismo (pratica che fa parte del naturismo) inteso come nudità integrale in promiscuità di sessi e di razze fra persone consenzienti, ha carattere sociale ed è naturale. Fare bagni di sole, d'acqua e d'aria integrali, praticare attività sportive, mangiare sano, dedicarsi a se stessi e a migliorare i rapporti con il prossimo, in modo, piacevole e divertente, rispettare l'ambiente, tendere ad un comportamento di responsabilità sociale e ambientale, fa parte della filosofia Naturista.

LA STORIA RECENTE. Quando più di cento anni fa i primi naturisti inventarono (praticandola sulla propria pelle) l'ecologia, i movimenti ambientalisti non erano ancora nemmeno nati. Lo stesso dicasi per i Movimenti Non Violenti e i no-global. L' igienismo alimentare nasceva in America a metà dell'800 e in Europa nasceva poco dopo, proprio con il naturismo. Tutte queste istanze facevano già parte del naturismo alla fine dell'800. I primi naturisti europei erano anche i primi anarchici non violenti della storia. A volte veri e propri eremiti europei, che vivevano all'aperto o in ripari di fortuna. Potremmo dire la versione europea della visione Gandhiana dell'esistenza. Per capire le vere origini della nudità umana assunta a ordinamento sociale e culturale dobbiamo approfondire almeno alcune tra le più interessanti popolazioni nude della storia dell'umanità; quasi tutte sterminate da conquistadores (in senso fisico) e da missionari (in senso culturale), il più delle volte "dimenticate" dai nostri programmi scolastici, leggendo la storia antica del nudismo; alcuni cenni li trovi sotto, al titolo “Epoche storiche pre-naturiste”. Un testo molto ben fatto per approfondire è “Anatomia della nudità” di Paul Ableman. Più sotto puoi leggere un capitolo dedicato alle Epoche storiche pre-naturiste. A partire dalla fine dell'ottocento vi è la nascita di un movimento filosofico più consapevole e "rivoluzionario", proprio perché con l'avvento della civiltà industriale inizia a delinearsi l'embrione degli scontri sociali odierni, tra eco-ambientalisti e capitalismo, global e no-global, consapevolezza e delega. Il naturismo delle origini nasce proprio come risposta non violenta alla rivoluzione industriale che da li a pochi anni avrebbe ridotto la maggioranza della popolazione alle catene di montaggio. Se vuoi approfondire puoi quindi leggere la storia recente del naturismo; Elenchiamo i testi che si occupano del tema:
Paul Ableman Anatomia della nudità 1986 - Capone C. Guida illustrata al Nudismo Naturismo 1973 - Chimirri G. Pudore sessuale e nudità Pioltello 1995 - Coppi Ranieri A. Naturismo. La vita come conquista 1988 - Cordon T. La cultura del nudo 1923 - Duerr H.P Nudità e vergogna Marsilio 1991 - Lewis M. Il sé a nudo Giunti 1994 - Melloni V. Verifica del nudismo alla luce naturista 1974 - Paoletti L. Naturismo – Arte del vivere Rogai 1945 - Ranieri C. Storia del nudismo 1968 - Valerio N. Guida al nudo SugarCo 1980 - Spinicchia N. Il Naturismo - La scoperta della nudità Xenia 2003 - Di Orazio - Zanello Guida al naturismo. Vivere nudi all'aria aperta Mare Nero 2001 - Agnoli D. L'idea naturista in Francia Uni 2002 - Agnoli D. Storia del naturismo in Italia Uni 2000.

QUANTI SIAMO? E' molto interessante contarci, anche se dati precisi ed ufficiali, c'è ne sono veramente pochi. Vediamo in dettaglio la situazione in Italia del Naturismo associativo alla data 2015:
Le associazioni aderenti alla CONAIT comprendono circa 1000 naturisti associati, cosi suddivisi: ANER 300, ASSONATURA 672. AssoNatura è la terza associazione italiana per numero di iscritti, dopo U.N.I. e ANITA.
La somma delle associazioni aderenti alla FENAIT conta circa 3.740* naturisti associati, cosi suddivisi: U.N.I. (tutte le sedi) 2.400*, ANITA (compresa Sicilia Naturista) 1000*, ANEI 100*, LIBURNIA 100*, C.C.N.I. 40*, ANAA SFKK (Associazione Naturista Alto Adige) 100*; Il totale fa 4.740 naturisti associati (che rappresentano circa lo 0,0095% della popolazione italiana)
Naturisti totali: Le stime più aggiornate parlano di un forte incremento di praticanti il nudismo e il naturismo in Italia in un numero vicino alle 500.000 unità (in totale circa lo 0,35% della popolazione italiana); anche se a dire il vero è verosimile che, considerando anche tutti i nudisti vacanzieri ed occasionali, si arrivi ad 1 milione di persone. Inutile far notare che il successo delle associazioni sul totale dei naturisti praticanti è vicino allo zero assoluto, o meglio per la precisione, circa lo 0,8% (considerandone 500.000).
*Dati stimati da Assonatura - anno 2015.

QUANTI SIAMO IN EUROPA? Circa 14 milioni di praticanti. Francia: 25.000 tesserati, almeno 2 milioni di naturisti; Olanda 70.000 tesserati e 1.900.000 naturisti dichiarati. Belgio alcune migliaia di tesserati e molti praticanti. Germania: l'80% della popolazione ha preso il sole integrale, in pubblico, almeno una volta nella vita; diversi milioni, i naturisti tedeschi. Spagna in forte crescita: non ci sono numeri ma ormai la nudità è diffusissima nelle spiagge. Anche Danimarca, Norvegia e Finlandia hanno diverse centinaia di migliaia di naturisti.

DEFINIZIONE. Vediamo ora quale è la differenza tra i termini nudismo e naturismo, secondo Assonatura.

Nudismo: il nudismo propone l'utilizzo della nudità occasionalmente, con effetti a breve termine come la tintarella integrale, il bagno in mare nudi, la moda, e solo in quelle situazioni o i quei luoghi dove anche la morale comune non condanna più di tanto il fatto di stare nudi, come appunto, facendo il bagno, la doccia, prendendo il sole, oppure quando si è da soli in casa, in bungalow, in tenda. I nudisti si rivestono, pur essendo all'interno di un villaggio naturista, quando si rialzano dalla spiaggia, quando parlano con qualcuno, quando camminano, vanno al bar, ecc.. Oppure vivono la nudità esclusivamente come soddisfazione del proprio esibizionismo, voyerismo, o anche semplicemente della propria curiosità, del proprio senso estetico, della propria abbronzatura.

Naturismo (o più correttamente Cultura del corpo libero – Naturalesimo): anche nei naturisti ci sono tutte le componenti sopra citate, ma qui le persone hanno allargato questi aspetti superficiali o occasionali, completandoli ed approfondendoli, con qualcosa che va ad incidere le abitudini, le modalità, la cultura del proprio vivere. Il naturismo integra il nudismo con una concezione di benessere più ampia che comprende, tra le molte cose, un'alimentazione sana e il rispetto della natura. Il naturista, oltre a stare nudo quindi fa attenzione a quello che mangia, cura la propria salute, rispetta l'ambiente e predilige uno stile di vita che sia in armonia con la natura. Cura, approfondisce e migliora intelligentemente il proprio stato psicofisico; pratica il naturismo anche in famiglia, in casa, da amici, nelle piscine, palestre, saune. Pratica sport, anche a livello agonistico, partecipa e feste, corsi, ritrovi, dove tutte le attività sono praticate stando nudi. In sintesi, il naturista aggiunge alla nudità tutti gli aspetti sociali e culturali tipici della filosofia naturista.

EPOCHE STORICHE PRE-NATURISMO. Andiamo a scoprire da dove provengono alcuni concetti filosofici del naturismo e come vivevano la nudità alcune delle popolazioni antiche. A questo proposito il naturismo che è nato in Europa, attinge molto da alcuni filosofi Greci della cosiddetta “Corrente Naturalistica” dell’epoca precristiana del 500-600 A.C. e dalla cultura del paganesimo, che potremmo definire come un “sentire spirituale” strettamente legato alla natura”. Non poche affinità si percepiscono nel pensiero ilozoista (composto dal greco hýle, "materia", e zoé "vita") coniato dal filosofo inglese Ralph Cudworth (1617-1688), in cui si allude a tutte le concezioni filosofiche che considerano la materia come una forza dinamica vivente che ha in sé stessa animazione, movimento e sensibilità. Questa dottrina filosofica era già presente presso i fisiologi della Ionia, soprattutto nella Scuola di Mileto; Anassimandro, Talete, Anassimene furono i primi in occidente a ritenere che la materia contiene in sé l'arché primordiale della vita, mentre in oriente l’intuizione del Ki era già presente da almeno 5.000 anni. E cosi anche in medio oriente tra le popolazioni vissute a cavallo dell’area indoeuropea, in particolare presso gli Harappei, che avevano pratiche psicofisiche, spirituali, e religiose legate alla natura dell’uomo e alla fonte della sua energia vitale: la sessualità. Ma tornando in occidente possiamo ritenere che molti precetti del primo naturismo di fine ottocento traessero le loro origini dal Naturalismo - dottrina filosofica risalente al 1500 circa, secondo cui nulla è ammesso al di sopra o al di fuori della natura; secondo tale dottrina la realtà può essere compresa attraverso le leggi naturali . Il termine naturalismo identifica, sempre in filosofia, i filosofi detti appunto naturalisti che indagano su tematiche relative alla natura e alla realtà tangibile. Fra essi figurano i più antichi filosofi greci, come Talete o Anassimandro, appartenenti al periodo cosmologico. Il naturalismo filosofico tende a contrapporsi al finalismo (o teleologia). Non di meno alcuni spunti provengono dalla Religione del Naturalismo o Panteismo che identifica le (o la) divinità con la Natura, anima auto-generatasi. Il panteismo (dal greco pan = "tutto", "completo"; theòs = dio/divino) letteralmente significa "tutto è dio/divino". Normalmente questo si collega alla convinzione che Dio sia coincidente con tutto l'esistente, l'intero universo o la natura. Il prof. Michael Levine, nel suo libro Panteismo, lo definisce «una concezione non-teistica della divinità». In senso lato, con "panteismo" si intende ogni dottrina filosofica che identifichi Dio con il mondo stesso e con gli stessi esseri viventi. Nonché con il principio che lo regge. Molto interessante per gettare i collegamenti tra naturismo e panteismo è la visione di Giordano Bruno che può essere considerata un panteismo ateo ed ha alcuni caratteri del panpsichismo. Nella filosofia di Giordano Bruno i cinque dialoghi del De la causa, principio et uno intendono stabilire i principi della realtà naturale. Forma universale del mondo è l’anima del mondo, la cui prima e principale facoltà è l’intelletto universale il quale «empie il tutto, illumina l’universo e indirizza la natura a produrre le sue specie». La materia è il secondo principio della natura, dalla quale ogni cosa è formata: «come nell’arte, variandosi in infinito le forme, è sempre una materia medesma che persevera sotto quella, come la forma dell’albore è una forma di tronco, poi di trave, poi di tavolo, poi di scabello, e così via discorrendo, tutta volta l’esser legno sempre persevera; non altrimenti nella natura, variandosi in infinito e succedendo l’una all’altra le forme, è sempre una medesma la materia». Discende da questa considerazione l'elemento fondamentale della filosofia bruniana: tutta la vita è materia, materia infinita. Nella sua concezione anche la Terra è dotata di anima. Altresì vi è una relazione con il mondo delle religioni animiste e pagane. Il termine animismo è usato in antropologia per classificare le tipologie di religioni o pratiche di culto nelle quali vengono attribuite qualità divine a cose, luoghi o esseri reali. Queste religioni cioè non identificano le divinità come esseri puramente trascendenti, bensì attribuiscono proprietà spirituali a determinate realtà materiali. Questo tipo di credenze è così chiamato perché si basa sull'idea di un certo grado di identificazione tra principio spirituale divino (anima) e aspetti “materiali” della realtà, di esseri e cose. La posizione filosofica corrispondente all'animismo viene di solito chiamata panpsichismo. Il paganesimo invece è una delle forme di religiosità più antiche al mondo. Ebbe origine in epoche remote, nascendo probabilmente dalla combinazione di più culti animistici nativi dell'Europa e dell'America, con un sistema teologico diffuso con il parallelo espandersi delle popolazioni di ceppo indoeuropeo. La sua evoluzione procedette poi nel corso dei secoli, giungendo a costituire quella che fu la religiosità basata sulla teologia, sulla cosmologia e sulla filosofia delle grandi civiltà del passato. Le religioni pagane contribuirono profondamente alla formazione delle culture dei popoli. Dopo la distruzione operata dagli emergenti fondamentalisti cristiani, durata dal 300 dopo Cristo e fino alla fine delle crociate e dell’inquisizione, con l’avvento del Rinascimento, si inizio a studiare nuovamente la storia delle religioni pagane originarie, ai quali riti e simboli erano stati sovrapposti con la violenza quelli del cristianesimo. Nasce cosi il primo movimento naturalista sviluppatosi nel 1500, che vede l'indagine sulla natura come uno strumento indispensabile per la realizzazione dei fini umani nel mondo. In poche parole il naturalismo rappresenta la rinascita nel mondo dell'uomo inserito nella natura. La filosofia naturale o naturalismo ha origine dalla magia rinascimentale che andava in cerca di formule o procedimenti miracolosi da utilizzare come chiave per i vari misteri naturali, concedendo così all'uomo un potere illimitato sulla natura. Questa filosofia ebbe come primo sostenitore Bernardino Telesio che ruppe i legami con la magia e iniziò a considerare la natura come un unico essere vivente, ma regolata da principi propri; il ruolo della filosofia sarà appunto la scoperta di questi principi. Questo movimento filosofico considera l'uomo come l'artefice della natura e inoltre punta ad un approfondimento della conoscenza del cosmo. Assieme al rinascimento il naturalismo fa parte del periodo pre-moderno filosofico che va dal 1400 al 1500. I tre più importanti esponenti del naturalismo furono Bernardino Telesio, Giordano Bruno e Tommaso Campanella. Infine dopo gli anni bui della rivoluzione industriale, avvenuta tra la metà del 700 e la fine dell’ottocento, nasce un movimento moderno, d’opposizione all’urbanesimo, all’industrializzazione, alla concentrazione di uomini e donne da stivare nelle catene di montaggio: é il primo movimento no-global della storia; è la Cultura del corpo libero oggi detta Naturismo.

COSA RINNOVARE e COSA RIAFFERMARE Oggi in Italia il movimento naturista ha finalmente riavviato la fucina culturale delle idee; tra i naturisti c'è senza ombra di dubbio fermento; è un momento storico nuovo. I caffè culturali dei primi del novecento sono oggi sostituiti dai forum di discussione attraverso il web, che nel bene e nel male rappresentano lo specchio dell'anima, delle menti e anche dell'attuale contesto sociale. Anche i seppur pochi luoghi di ritrovo fisici dei naturisti sono animati da confronti, più politici forse che non etico-filosofici, ma di certo sono vivi. Lo sono dopo una catalessi culturale durata almeno 40 anni, dove dopo essersi dissociati dalle formazioni giovanili del '68, i naturisti hanno vissuto in isolamento volontario, snobbati da tutti, persino dagli stessi movimenti che in esso hanno le remote radici. Qualche auto-incoronato filosofo naturista pazzo parla ancora dei naturisti come di un élite sociale e culturale, di persone di una razza superiore, di riservatezza e altri vaneggiamenti simili, che sono in palese contrasto con il naturismo stesso. E' venuto il momento di rinnovare ad aggiornare alcuni dei temi del naturismo, proprio per evitare di renderli anacronistici e di cristallizzare ulteriormente la filosofia stessa. Certo la totale assenza di intellettuali laici e filosofi naturisti di un certo spessore culturale in Italia ha segnato l'affossamento di questa filosofia, rendendola più che un élite, un ghetto. Più che un faro illuminante, una riserva indiana alla quale scippare dignità. Più che una sana pratica di vita, una cosa da nascondere al vicino o al parente. Complici, certo, anche le tante cose che non vanno nella società italiana. Apriamo quindi questo confronto culturale con i temi che secondo noi vanno riaffermati e quelle che vanno rinnovati. Tra qualche anno forse, riusciremo a riempire questi titoli con concetti, idee e cambiamenti, nati dalla vita stessa delle cose.