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01/01/2017

Regione Piemonte termina Regolamento Legge Naturista

Regione Piemonte termina Regolamento Legge Naturista

E' la prima Regione ad avere i Loghi Distintivi per le strutture turistiche Naturiste

La Regione ha concluso nel mese di Dicembre il lavoro di stesura definitivo del Regolamento attuativo della Legge sul Turismo Naturista in Piemonte. In collaborazione con le associazioni Naturiste (AssoNatura e Uni) e con le Federazioni Nazionali (CO.NA.IT. e FE.NA.IT), con i responsabili delle quali, ci sono stati alcuni incontri improntati alla fattiva collaborazione. La Regione ha portato a termine un ampio lavoro che va dalle Disposizioni Generali, ai Requisiti Tecnici ed Igienico Sanitari, fino ai Loghi Distintivi in aree pubbliche e private, per segnalare aree e/o strutture naturiste; siano esse parzialmente dedicate al naturismo, che totalmente. Ha definito che per le strutture totalmente dedicate al naturismo sarà aggiunta alla simbologia distintiva la parola 'naturista'. Nascono cosi in Piemonte l'Albergo Naturista, la Residenza Turistico Alberghiera Naturista, il Campeggio Naturista, il Villaggio Turistico Naturista, l'Agriturismo Naturista e il Bed & Breakfast Naturista. Per le strutture miste è prevista una cartellonistica apposita che indica dove inizia la zona riservata ai naturisti. Logo apposito anche per le aree naturiste all'aperto sia pubbliche che private, come per esempio una spiaggia lacustre, un prato, una collina, se dedicate alla pratica del naturismo. La legge piemontese prevede infatti tre possibilità: una area all'aperto, senza strutture per il pernottamento, ma dedicata al naturismo diurno, con possibilità di fruizione dal mattino alla sera, sia privata che pubblica; una struttura turistica privata esclusivamente dedicata al naturismo; una struttura turistica privata con all'interno due aree distinte, una dedicata al naturismo e l'altra tessile. Le disposizione per l'apertura dell'attività, per le caratteristiche igienico sanitarie e tecnico-edilizie sono allineate a qualunque altra struttura e non hanno deroghe di sorta, imponendo gli stessi costi d'investimento e di gestione burocratico-amministrativa anche alle strutture turistiche naturiste. Rimane anche identica alle altre strutture la valutazione a stelle, da una a cinque. Nonostante le nostre ripetute richieste non siamo riusciti ad ottenere che i servizi igienici non venissero obbligatoriamente suddivisi per sesso. Vivremo cosi l'assurdità di dover costruire bagni per le donne e per gli uomini divisi e appositamente segnalati. Ma purtroppo, benché sia ovvio che non vi alcun fondamento igienico su tale separazione, gli irriducibili 'esperti' delle ASL pare abbiano dato parere contrario a permettere che i bagni fossero comuni. Ovviamente non faremo rispettare tale obbligo all'interno delle nostre strutture, anche se saremo costretti ad apporre segnaletica in tal senso. D'altra parte in una società sessista, che si ripara dietro la scusa dell'igiene e della sicurezza, per non capire il senso delle cose, abbiamo già ottenuto moltissimo con una legge Regionale ed un regolamento che permette ai cittadini di stare nudi per legge! Alla luce della depenalizzazione del reato di Atti contrari alla pubblica decenza, avvenuto nel 2015 ed entrato in vigore a febbraio 2016, che da penale è diventato amministrativo, chi sta nudo sul territorio nazionale, in aree non autorizzate per legge o per delibera, rischia da 5.000 a 10.000 euro di multa, se pizzicato da un pubblico ufficiale o denunciato da qualcuno. E non c'è modo di sottrarsi dal pagare, benché vi sia uno sconto del 30% se si paga entro 5 giorni! Questo perché la giurisprudenza che prima era valida per far assolvere l'imputato, ora nell'amministrativo non ha più nessuna validità, e come sapete da una multa oggi non ci si riesce più a sottrarre, pena le varie ingiunzioni fino al pignoramento dei beni (auto, casa, ecc). Quindi la legge sul turismo naturista rimane l'unico nostro salvagente possibile, per poter stare nudi almeno in quei, seppur pochi luoghi, dove, per legge, lo possiamo fare. Sta ai naturisti Piemontesi ora, far nascere luoghi pubblici o privati, o strutture turistiche naturiste, in maggior numero. E su questo staremo a vedere.

 

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